L’Ecomuseo della Pastorizia

La valorizzazione della razza sambucana

L’Ecomuseo della Pastorizia nasce ufficialmente nel 2000 a Pontebernardo – borgata alpina posta a 1.400 metri di altitudine, nel comune di Pietraporzio – in concomitanza con l’inaugurazione della Mostra “La Routo – Sulle vie della transumanza tra le Alpi e il mare”.

La sua ideazione risale a molti anni prima, quando l’allora Comunità Montana Valle Stura intraprese un cammino sia di rinascita culturale che di rivitalizzazione economica dell’attività della pastorizia e di tutto il contesto ad essa collegato.

L’Ecomuseo si occupa da una parte del recupero della razza ovina sambucana la quale, autoctona della valle, negli anni ’80 rischiava di scomparire, dall’altra parte della riscoperta del patrimonio culturale insito nel mondo pastorale della Valle Stura e delle sue propaggini nella Crau francese.

L’Ecomuseo della Pastorizia è un percorso – draio in lingua d’oc – che intende far emergere la pastorizia come risorsa economica importante e valorizzare il patrimonio di conoscenze legate a questa attività.

Il percorso museale è intitolato “Na draio per vioure”, espressione che nella locale lingua d’oc significa “Un sentiero per vivere”. Viene proposto un percorso dove il visitatore è invitato a scoprire come la pastorizia in valle sia una realtà ancora viva ed una risorsa economica e culturale importante. Il percorso presenta un viaggio dalla nascita all’evoluzione della pastorizia nelle diverse aree che si affacciano sul Mediterraneo. Il racconto, ritmato dai suoni e dalle voci del mondo pastorale, si sviluppa attraverso oggetti, documenti d’archivio, fotografie e filmati che lo fanno proprio, che rendono viva l’esperienza.

Per avere un’anteprima dei contenuti del percorso ecomuseale clicca qui: italiano / francese inglese

L’ecomuseo si compone anche di un piccolo caseificio, utilizzato anche per le attività didattiche, dove i pastori residenti preparano formaggi di pecora (tradizionalmente denominato toumo), di un laboratorio dei salumi di carne ovina, punto di ristorazione e vendita carne e di un punto vendita per i prodotti in lana sambucana.

In una struttura antistante all’Ecomuseo si trova il Centro Arieti per la selezioni dei capi, gestito dal consorzio “l’Escaroun”.

Il Consorzio tra allevatori “l’Escaroun”

La prima iniziativa volta al recupero della razza è stato il coinvolgimento di una decina di allevatori fortemente interessati e disposti a collaborare con gli esperti di razza ad un programma di recupero e valorizzazione della pecora sambucana.

Nel 1988 è nato così il Consorzio “l’Escaroun” – in lingua d’oc significa piccolo gregge – con sede a Demonte, il quale ha ideato un centro di selezione degli arieti, una mostra ovina sambucana e si occupa della commercializzazione dei prodotti ovini.

Successivamente alla creazione del marchio “Agnello Sambucano Garantito”, nel 1992 è nata la Cooperativa “Lou Barmaset” che si occupa della commercializzazione.

La lana della pecora sambucana

Per valorizzare il prodotto lana, il Consorzio e l’Ecomuseo della Pastorizia si sono impegnati in particolare per quanto riguarda la filatura della lana, la nascita del gruppo delle filatrici “La Coulounho” – in lingua d’oc significa la conocchia – la realizzazione di corsi, al fine di salvaguardare antichi usi che rischiano di scomparire.

I sentieri dell’Ecomuseo

Nei pressi dell’Ecomuseo della Pastorizia si snodano 3 itinerari da percorrere attraverso paesaggi suggestivi sulle tracce di pastori, contadini e contrabbandieri: un’escursione conduce alla bellissima Ferriere, mentre un itinerario adatto anche ai bambini termina a Sambuco, prezioso gioiello della Valle Stura. Per maggiori informazioni consulta la scheda QUI.

INFO

Tel. +39 0171955555
Mail unione.montana@vallestura.cn.it
Sito www.visitstura.it