Forte di Vinadio

Il Forte Albertino di Vinadio... un simbolo della Valle

Il Forte di Vinadio o Forte Albertino, è un monumento cardine della Valle Stura, simbolo del comune che lo ospita e di tutto il territorio. Oltre all’indubbia valenza storica, è fra gli esempi di architettura militare più significativi dell’intero arco alpino. Tutt’oggi è sede di eventi, percorsi a tema e molto altro!

UN PO’ DI STORIA

Con l’avvento della Restaurazione Ottocentesca i Savoia decisero di rifortificare la Valle Stura, realizzando a Vinadio un imponente sbarramento: il Forte Albertino di Vinadio. 

Già da tempo maturava l’interesse di rinforzare gli accessi alla valle, per impedire la discesa degli eserciti francesi.

I lavori di costruzione della fortezza, voluta da Re Carlo Alberto, iniziarono nell’agosto del 1834 e si conclusero nel 1847. Nonostante una breve interruzione, dal 1837 al 1839, in soli undici anni si realizzò un vero capolavoro dell’ingegneria e della tecnica militare per cui vennero impegnati fino a 4.000 operai provenienti dalle zone del biellese e del bergamasco.

L’idea fu quella di costruire una grande linea difensiva, i cui numeri sono impressionanti!

La fortificazione, che fiancheggia a ponente il paese, ha una lunghezza in linea d’aria di circa 1.200 metri che si sviluppa dalla roccia del fortino al fiume Stura. I camminamenti, che si snodano al suo interno su tre livelli, raggiungono una lunghezza di circa 10 km e la loro altezza in alcuni punti raggiunge i 18 metri, con spessore alla base di 2 metri.

La fortezza si suddivide in tre corpi: il fronte d’attacco, il fronte inferiore ed il fronte superiore.

Il Fronte superiore e quello inferiore sono costituiti principalmente dalle casermette, opere difensive a protezione delle artiglierie. Il Fronte d’attacco posto dinanzi all’ingresso della fortificazione, era l’unica via di comunicazione che si apriva sul paese e costituiva la strada principale per raggiungere il Colle della Maddalena.

L’opera militare poteva ospitare una guarnigione di circa 1.800 uomini con 140.000 razioni di viveri di riserva, due forni in gradi di produrre 3.600 razioni di pane e cisterne della capacità complessiva di 500.000 litri d’acqua.

Il forte non fu segnato da eventi bellici importanti e nel 1862 fu utilizzato come carcere per un gruppo di garibaldini.

Non ci fu quindi il battesimo del fuoco e a inizio ‘900 lo sbarramento era da considersi superato, in quanto le strutture in muratura portante in pietra non potevano più resistere al fuoco delle moderne armi.

Inattivo durante la prima guerra mondiale, nel 1938 venne inserito nel Vallo Alpino ed alcune casermette vennero adattate per ospitare moderne artiglierie. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne occupato dalle truppe tedesche e verso la fine del conflitto subì alcuni bombardamenti da parte di truppe Angloamericane, le cui tracce sono visibili ancora oggi. La sua storia si concluse il 25 aprile del 1945, quando le truppe tedesche in ritirata minarono la struttura in vari punti. L’impegno della popolazione e cause fortuite riuscirono ad impedirne la devastazione, fatta eccezione per la polveriera centrale che venne ridotta ad un cumulo di macerie.

Dopo alcuni importanti interventi di restauro, è attualmente aperto al pubblico. Si può effettuare un percorso nel cuore dell’imponente linea difensiva attraverso bastioni, sotteranei e gallerie protette. Si possono prenotare visite guidate in orario di apertura ordinaria; vi sono inoltre percorsi specifici dedicati alla didattica oltre ad aperture straordinarie per gruppi e scolaresche.

Inoltre è visitabile la mostra permanente Montagna in Movimento, un percorso multimediale relativo alle Alpi Meridionali e nei mesi invernali è attiva una pista di pattinaggio su ghiaccio ed un bar.

Luogo ideale in cui ascoltare storie, giocare, correre, dare sfogo alla proprio creatività con percorsi adatti ad ogni fascia di età, capaci di coinvolgere e incuriosire anche i più piccoli. Il Forte Albertino fa anche parte del percorso VIAPAC, una via per l’arte contemporanea e ospita un’importante opera del celebre scultore David Mach.

L’Unione Montana Valle Stura, in collaborazione con l’associazione ASFAO e con Fraternali Editore ha realizzato una carta escursionistica in scala 1:25.000 di tutte le fortificazioni della Valle stura, dal 1861 al 1945, oltre ai forti di Roccasparvera, Demonte e Vinadio, di epoca precedente. Sul fronte è presente la cartografia con le posizioni delle opere e la relativa legenda, mentre sul retro sono descritte tutte le 152 opere con l’anno di costruzione, gli armamenti, lo stato di conservazione e alcune curiosità. Inoltre, per ogni opera è indicato il tempo di percorrenza a piedi per raggiungerle e la possibilità di arrivare in mountain bike nelle vicinanze.

La carta è in vendita nelle migliori librerie di Borgo San Dalmazzo e in Valle Stura, oltre che presso la Porta di Valle – Valle Stura.